La dieta del tempo

Buongiorno Ottobre. Sei perfetto per un nuovo inizio, per un buon proposito. Oggi arrivi a sussurrarmi di smettere di affannarmi e di dedicare un po’ di tempo a me stessa.

foto credits: wallpaperseries.com

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In questi giorni ho avuto diversi incontri con persone diverse sul tema della dieta.
Si parlava di regole sane, buoni principi, buon senso.
Ribadisco, come più volte ho scritto sul web, che ognuno di noi nel presente occidentale cresce con una quantità sufficiente di informazioni che gli consentono di avere il buon senso necessario ad attuare un regime di alimentazione discretamente sano. In molti, ad esempio, sappiamo che i grassi eccessivi fanno male, quelli saturi ancor di più, e che frutta e verdura sono alleati preziosi per la nostra salute.

Si discuteva di come la mancanza di consapevolezza spesso ci porta a “mettere dentro” più di quello che ci serve, a volte anche meno, a scambiare la fame per altro, a mettere a tacere le emozioni con qualcosa di buono sotto i denti.
Si parlava di fare attenzione: annotare, prendersi il tempo per sentire, per dirsi e scriversi delle cose, di diario alimentare, diario delle emozioni e così via.

La parola “dieta”, non tutti lo sanno, ha un’etimologia curiosa: significa vita, modo di vivere, e si propone come un regime che guida e regola in modo confacente alla salute (da etimo.it).

È così che mi è venuto in mente il “diario del tempo.

La mancanza di tempo è una delle maggiori cause di frustrazione per molti di noi.
Per mancanza di tempo pensiamo di non poter praticare uno sport, concederci una doccia più lunga, una piega ai capelli, una massaggio al corpo, una chiacchierata col partner o con un amico, di non poter pianificare i nostri pasti – per restare in tema – e diamo questa colpa alla nostra alimentazione sregolata.

Forse però questa percezione è un po’ distorta, perché il nostro tempo dipende da quello che noi ci mettiamo dentro. Ed ecco che una percezione che sembra oggettiva può diventare soggettiva. Come si spiegherebbe, altrimenti, che persone lavorativamente molto impegnate riescano all’improvviso a iscriversi in palestra, realizzare un piccolo progetto, ritagliarsi lo spazio per una vacanza, e così via?

La nostra, la mia vita è piena di esempi di questo tipo. Abbiamo vite più lunghe, giornate più intense di un secolo fa, eppure gestiamo il nostro tempo in modo peggiore dei nostri avi.

Oggi, orologio alla mano, farò un “diario” di tutte le attività inutili della giornata, e le sostituirò con attività utili per mio benessere.
Perché “il futuro dipende da ciò che facciamo nel presente” (Gandhi).

Perché la consapevolezza passa anche da questo: dal fare attenzione, annotare, scrivere, su un foglio o nella mente, per poter scegliere la direzione verso cui andare.

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